Ho dato il codice OTP a un finto operatore della banca: ho diritto al rimborso?

Sì, il rimborso è ancora possibile: aver comunicato il codice non significa, da solo, aver commesso una colpa grave. L’esito, però, dipende soprattutto da un fatto: chi ha chiamato chi, e da quale numero.

Se la telefonata è arrivata a te, dal numero vero della banca

È lo spoofing telefonico: il truffatore fa comparire sullo schermo il numero ufficiale della banca, magari già salvato in rubrica. In un caso di questo tipo la Corte d’Appello di Venezia (sentenza n. 498 del 10 marzo 2026) ha condannato la banca a restituire 24.800 euro alla correntista che aveva confermato l’operazione con il proprio token. Per la Corte, inserire il codice era «l’effetto tipico della condotta ingannatoria», non una leggerezza; e se qualcuno usa il numero della banca per ingannare i clienti, quel rischio non può essere scaricato sul cliente.

Se sei stato tu a chiamare il numero indicato in un SMS

Qui il quadro cambia. Il Collegio di coordinamento dell’Arbitro Bancario Finanziario, che risolve i contrasti tra i collegi territoriali, con la decisione n. 4274 del 12 maggio 2026 ha respinto il ricorso di una cliente che aveva ricevuto un SMS di allarme, aveva chiamato il numero indicato nel messaggio, estraneo alla banca, e aveva comunicato i codici all’interlocutore. Hanno pesato gli errori di grammatica e di punteggiatura nei messaggi, il numero sconosciuto e, soprattutto, il bonifico che la cliente aveva eseguito di persona verso un «nuovo conto» per bloccare gli addebiti. Per il Collegio è «totalmente irrealistico» pensare che, per bloccare un addebito non autorizzato, si debba eseguire un pagamento.

Tra i due casi c’è una zona intermedia, per esempio l’SMS comparso nella conversazione vera della banca seguito dalla telefonata di un numero sconosciuto, in cui si arriva anche a dividere il danno tra banca e cliente (ABF, decisione n. 2063/2024). Ogni dettaglio, quindi, va ricostruito con precisione.

Cosa fare adesso

  1. Blocca carte e accessi chiamando il numero stampato sul retro della carta o quello indicato nell’app: non il numero da cui ti hanno chiamato, né quello scritto nell’SMS.
  2. Prima di cancellare qualunque cosa, salva le prove: lo screenshot del registro chiamate con numero, ora e durata, e quello degli SMS con il nome della conversazione in cui sono comparsi. È la prova del fatto che decide la controversia: nel caso di Venezia la chiamata dal numero ufficiale, durata diciannove minuti, è stata accertata dal consulente del giudice.
  3. Contesta per iscritto le operazioni alla banca, senza attendere, e sporgi denuncia descrivendo con esattezza chi ha chiamato chi e che cosa ti è stato chiesto. Sui tempi: Entro quanto tempo posso contestare un bonifico non autorizzato?
  4. Non fermarti al primo rifiuto. Il fatto che l’operazione risulti autenticata con i tuoi codici non basta: è la banca a dover dimostrare la tua colpa grave (art. 10, comma 2, d.lgs. 11/2010; Cass. n. 3780/2024). Se rifiuta: La banca dice che non è responsabile: cosa posso fare?

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