Un infortunio in cantiere o in fabbrica, una malattia che si manifesta dopo anni di lavoro, un intervento chirurgico non riuscito, una diagnosi tardiva, un’infezione contratta in ospedale. Chi ha subito un danno alla salute deve anzitutto curarsi, e nel frattempo si trova di fronte l’INAIL, un’assicurazione o una struttura sanitaria che rispondono con lettere prestampate. Alcuni termini decorrono fin da subito, e la documentazione raccolta nei primi mesi spesso determina l’esito della vicenda.
Quando ci chiamano
- L’INAIL non riconosce l’infortunio o la malattia professionale. La domanda viene respinta, l’invalidità riconosciuta è inferiore a quella reale, oppure l’infortunio viene ritenuto non avvenuto “in occasione di lavoro”. La decisione si può contestare e, se necessario, portare davanti al giudice del lavoro. Cosa fare se l’INAIL non riconosce l’infortunio?
- L’indennizzo INAIL non copre l’intero danno. L’INAIL indennizza, ma non risarcisce integralmente: se l’infortunio è dovuto a una violazione delle norme di sicurezza da parte del datore di lavoro, a quest’ultimo si può chiedere la differenza, il cosiddetto danno differenziale. Posso chiedere il risarcimento civile anche se ho già ricevuto l’indennizzo INAIL?
- Un errore medico. Una diagnosi errata o tardiva, un intervento eseguito male, un’infezione contratta in ospedale, un consenso informato mai raccolto. Acquisiamo la cartella clinica, la sottoponiamo a un medico legale e valutiamo se esista un danno risarcibile e chi ne debba rispondere: la struttura, il medico o entrambi. Approfondisci: quando aver seguito le linee guida non basta
- I familiari. Quando l’infortunio o l’errore medico provocano la morte o un’invalidità grave, anche il coniuge, i figli e i genitori possono chiedere il risarcimento del danno subito personalmente.
Le prime cose da fare
- Conserva tutta la documentazione: referti del pronto soccorso, certificati, ricevute delle spese mediche, fotografie, nomi dei testimoni. Quali documenti conservare in caso di infortunio?
- Richiedi copia della cartella clinica. È un tuo diritto: la struttura deve consegnare la documentazione disponibile entro sette giorni dalla richiesta.
- In caso di infortunio sul lavoro, verifica che sia stata presentata la denuncia all’INAIL. Il datore di lavoro deve provvedervi entro due giorni dal ricevimento del certificato medico.
- Tieni d’occhio i termini. Nei confronti dell’INAIL il diritto si prescrive in tre anni; per un errore medico, in dieci anni verso la struttura sanitaria e in cinque verso il medico. Non conviene attendere l’ultimo momento: la valutazione medico-legale richiede tempo.
Come lavoriamo
Ascolto. Ci racconti l’accaduto e ricostruiamo insieme date, documenti e persone coinvolte.
Azione. Facciamo esaminare il caso da un medico legale, ci rivolgiamo all’INAIL, all’assicurazione o alla struttura e cerchiamo anzitutto un accordo. Nei casi di responsabilità sanitaria la legge impone, prima della causa, un passaggio obbligatorio: una consulenza tecnica preventiva davanti al giudice oppure una mediazione. Se l’accordo non si raggiunge, agiamo in giudizio.
Responsabilità. Prima di iniziare ricevi un preventivo e un quadro chiaro di ciò che si può ottenere e di ciò che non si può ottenere.
Chi se ne occupa
Degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali si occupano l’Avv. Alessandro Rinaldi e l’Avv. Luisa Pregnolato, che seguono insieme la pratica dalla denuncia all’INAIL fino, se necessario, al giudizio, compresa l’azione per il danno differenziale nei confronti del datore di lavoro. Dei casi di responsabilità medica si occupa l’Avv. Luisa Pregnolato, cofondatrice dello studio.