10 Mag Come si dimostra la lesione della quota di legittima?
Dimostrare la lesione della quota di legittima è un’attività che va affrontata con rigore e precisione: la legge richiede la prova di tre elementi che devono essere tutti presenti.
Cosa devi provare in giudizio
- La tua qualità di legittimario, cioè di rientrare fra i soggetti che l’art. 536 del Codice Civile tutela: coniuge, figli o, in loro assenza, genitori.
- L’entità dell’asse ereditario, ricostruita con la riunione fittizia: relictum (i beni lasciati, al netto dei debiti) più donatum (tutto ciò che il defunto ha donato in vita).
- Che quanto hai ricevuto è inferiore alla tua quota di legittima, calcolata su quell’asse ereditario complessivo, non solo sul patrimonio esistente al momento della morte.
L’onere della prova è tuo
È chi agisce in giudizio a dover documentare ciascuno di questi tre punti, non chi ha ricevuto la donazione o il lascito contestato. In pratica servono la dichiarazione di successione, gli atti di donazione trascritti (anche quelli fatti anni prima), e una stima di valore dei beni coinvolti.
Quando serve una perizia
Se il valore dei beni donati o ereditati è contestato — un immobile, una partecipazione societaria, un’azienda — la stima diventa spesso il vero terreno di scontro della causa, e può richiedere una consulenza tecnica d’ufficio disposta dal giudice.
Il calcolo completo delle quote spettanti a ciascun legittimario, con la formula della riunione fittizia applicata passo per passo, è nell’articolo Lesione della quota di legittima: difendi i tuoi diritti.
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