09 Set Il mio datore di lavoro può recuperare quanto pagato durante la malattia da chi ha causato il sinistro?
Sì, in linea di principio: se un dipendente resta assente dal lavoro a causa di un sinistro provocato da un terzo, e il datore di lavoro continua comunque a pagargli lo stipendio, quest’ultimo ha un proprio diritto a essere risarcito da chi ha causato il sinistro.
Non è un regresso: è un risarcimento che spetta direttamente al datore di lavoro
Il termine “regresso” evoca la surroga di chi ha già pagato un indennizzo dovuto per legge, come fa l’INAIL per gli infortuni sul lavoro. Qui la situazione è diversa: il datore di lavoro privato che continua a retribuire un dipendente assente per un sinistro non correlato al lavoro esercita un’azione di risarcimento autonoma, fondata sull’art. 2043 c.c., per un danno tutto suo — distinto da quello subito dal dipendente.
La Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza n. 6132 del 12 novembre 1988, ha chiarito che la condotta del terzo responsabile, causando l’assenza del lavoratore, produce per il datore un pregiudizio ingiusto: la retribuzione dovuta per legge o per contratto viene pagata “a vuoto”, senza la contropartita della prestazione lavorativa — indipendentemente dal fatto che il lavoratore sia stato sostituito o meno.
Cosa può chiedere il datore di lavoro
Il danno si quantifica sulla retribuzione e sugli oneri contributivi versati per il periodo di assenza, comprese le voci differite maturate in quel periodo — tredicesima, quattordicesima, TFR, ferie non godute — ed eventuali costi sostenuti per la ricerca e l’assunzione di un sostituto, se necessario. Un dato pratico da tenere presente: anche quando interviene una copertura previdenziale per la malattia, nella prassi resta comunque a carico del datore di lavoro circa il 60% della retribuzione pagata.
Vale anche oltre il classico rapporto da dipendente
La Cassazione (sent. n. 15399/2002) ha esteso questo diritto anche al caso del socio che conferisce lavoro in cambio di una partecipazione agli utili, anziché di uno stipendio: qui il danno per la società si quantifica come riduzione degli utili dovuta alla mancata prestazione del socio.
Come si esercita: contro chi, e in che tempi
L’azione può essere rivolta direttamente contro l’assicurazione del responsabile civile, grazie all’azione diretta prevista dall’art. 144 del Codice delle Assicurazioni Private, e non richiede che il datore attenda l’esito della causa del dipendente. Il diritto sussiste anche quando c’è un concorso di colpa del dipendente nella dinamica del sinistro, e si prescrive in 2 anni dal fatto.
Il quadro di come si muove il lavoratore danneggiato, di cui questa è una conseguenza indiretta, è nell’articolo Sinistro stradale: le decisioni che contano nei primi giorni.
Sei un datore di lavoro e vuoi valutare se recuperare i costi di un’assenza per infortunio causato da terzi?
È una valutazione tecnica che richiede di guardare al caso specifico.