Un tamponamento al semaforo, un pedone investito sulle strisce, una moto contro un’auto che non ha rispettato la precedenza. Dopo un incidente con feriti si aprono, quasi sempre insieme, tre fronti: il risarcimento da chiedere all’assicurazione, spesso una multa, talvolta un procedimento penale. Sono questioni distinte ma collegate: un errore in una si ripercuote sulle altre. Le prove più utili, come la scatola nera, le telecamere e i testimoni, vanno raccolte subito, perché nel giro di poche settimane si perdono.
Quando ci chiamano
- L’assicurazione offre poco o non risponde. In caso di lesioni la compagnia ha 90 giorni dalla richiesta completa per formulare un’offerta motivata o spiegare perché non intende pagare (60 se i danni riguardano solo i veicoli). Un’offerta inadeguata non va accettata per forza: in molti casi la somma può essere trattenuta come acconto, senza rinunciare al resto. Quanto tempo ci vuole per ottenere il risarcimento di un sinistro stradale?
- Lesioni gravi o la perdita di un familiare. Oltre alla vittima, anche il coniuge, i figli e i genitori possono chiedere il risarcimento del danno che hanno subito personalmente.
- Il responsabile è fuggito o non era assicurato. In questi casi risarcisce il Fondo di garanzia per le vittime della strada, tramite l’impresa designata per la regione.
- L’incidente è avvenuto nel tragitto tra casa e lavoro. Si tratta di un infortunio in itinere: alla responsabilità dell’assicurazione si aggiunge la tutela INAIL, e le due vanno coordinate. Infortuni e malasanità
- Una multa o la sospensione della patente. I termini per il ricorso sono brevi: 30 giorni davanti al giudice di pace, 60 davanti al Prefetto. Contestare la sanzione, però, non sempre conviene: la scelta va fatta tenendo conto della richiesta di risarcimento. Conviene sempre impugnare la sanzione ricevuta dopo un sinistro stradale? · Patente ritirata: come raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa?
- È coinvolto un minore o una persona con amministratore di sostegno. Per concludere un accordo con l’assicurazione serve l’autorizzazione del giudice tutelare, che provvediamo a richiedere.
- Un dipendente della tua impresa resta assente a lungo. Anche l’azienda può chiedere al responsabile il risarcimento del danno subito per la mancata prestazione del lavoratore. Il mio datore di lavoro può recuperare quanto pagato durante la malattia da chi ha causato il sinistro?
Le prime cose da fare
- Fatti visitare subito, possibilmente in pronto soccorso il giorno stesso. Un certificato tardivo è il primo argomento che l’assicurazione userà contro di te. Le lesioni lievi, inoltre, devono essere accertate dal medico in modo obiettivo: il solo dolore riferito non basta. Il colpo di frusta si risarcisce sempre?
- Metti al sicuro le prove. Fotografa i veicoli e il luogo, annota nomi e recapiti dei testimoni, conserva gli estremi del verbale delle forze dell’ordine. Le registrazioni delle telecamere dei negozi vengono spesso sovrascritte nel giro di pochi giorni.
- Non firmare in fretta. Il modulo di constatazione amichevole sottoscritto da entrambi i conducenti ha un peso rilevante: firmalo solo se descrive con esattezza l’accaduto. E non accettare quietanze a saldo prima che il medico abbia accertato i postumi definitivi.
- Tieni d’occhio i termini. Il diritto al risarcimento si prescrive di regola in due anni, in un tempo più lungo se il fatto costituisce reato. Per contestare una multa i tempi sono molto più brevi. Sinistro stradale: le decisioni che contano nei primi giorni
Come lavoriamo
Prima la strategia, poi le lettere. Esaminiamo insieme risarcimento, multa ed eventuale procedimento penale: una querela o un ricorso presentati d’impulso possono compromettere il risarcimento. Seguiamo noi tutti e tre i fronti: la richiesta di risarcimento, l’eventuale procedimento penale e il ricorso al giudice di pace contro il verbale. Avere sotto gli occhi l’intera vicenda ci permette di costruire un’unica strategia, coerente su ogni fronte. Devo sempre sporgere querela se ho subito lesioni in un sinistro stradale?
Sul luogo del sinistro. Quando serve, andiamo sul luogo dell’incidente per vedere di persona la strada, la segnaletica e la visibilità, e capire come sono andati i fatti. Se la dinamica è contestata, ci avvaliamo di ingegneri, nostri consulenti esterni di fiducia, per la ricostruzione cinematica: con calcoli tecnici ricostruiscono velocità e traiettorie dei veicoli.
La richiesta all’assicurazione. La prepariamo corredata di tutta la documentazione necessaria, perché solo da quel momento decorrono i termini entro cui la compagnia deve rispondere. Prima di discutere di cifre, il danno alla persona va quantificato con una valutazione medico-legale.
Se non si raggiunge un accordo. Per i danni da circolazione stradale la legge impone, prima della causa, un tentativo di negoziazione assistita tra avvocati. Se non va a buon fine, ci si rivolge al giudice di pace o al tribunale, a seconda del valore della controversia. Cos’è la negoziazione assistita per il risarcimento di un sinistro stradale?
Chi se ne occupa
L’Avv. Luisa Pregnolato, cofondatrice dello studio, assiste chi ha riportato danni in un incidente stradale e segue i ricorsi contro sanzioni e sospensioni della patente: dalla richiesta all’assicurazione fino, se necessario, al giudizio.
Lo studio assiste soltanto chi ha subito il danno e non difende le compagnie di assicurazione. Ha sede a Treviso, in Via Pier Maria Pennacchi 1, e segue queste cause davanti ai giudici di pace e ai tribunali del Veneto; il primo colloquio può svolgersi anche in videochiamata.