Ho pagato con la carta su un sito truffa: posso riavere i soldi?

Spesso sì, ma non con il rimborso previsto per il phishing. Se hai fatto tu l’acquisto, il pagamento per la legge è autorizzato: la strada è il chargeback, cioè la contestazione dell’addebito che la tua banca avvia presso il circuito della carta.

Prima di tutto: hai comprato, o ti hanno fatto inserire dei codici?

È la distinzione che decide tutto. Se hai scelto un prodotto, hai pagato e la merce non è mai arrivata, l’operazione è autorizzata: la banca, ricorda la Banca d’Italia, risponde solo della corretta esecuzione del pagamento, e il problema riguarda il venditore. Se invece il sito ti ha chiesto un codice OTP o una conferma nell’app presentandola come altro, per esempio una «verifica della carta» o un rimborso, e ne è uscito un addebito che non volevi, quell’operazione non è autorizzata: si disconosce, e vale la tutela delle altre FAQ di questa guida, con l’onere della prova a carico della banca.

Non sei sicuro di quale sia il tuo caso? Non tirare a indovinare: da questa distinzione dipendono la strada da seguire e i tempi, e la richiesta alla banca va impostata bene fin dalla prima lettera. Chiamaci al +39 0422 235703 o compila il modulo in fondo alla pagina: seguiamo casi in tutta Italia, anche in videochiamata.

Che cos’è il chargeback e quanto tempo hai

Il chargeback non è previsto dalla legge: nasce dalle regole dei circuiti, come Visa e Mastercard, e dal contratto della tua carta. Copre i prodotti non consegnati, contraffatti o difettosi e, secondo le regole dei circuiti, anche i servizi mai resi, come l’alloggio prenotato che non esisteva. Il termine per avviarlo, secondo la Banca d’Italia, è in genere non superiore a 120 giorni dall’addebito, ma le condizioni variano da carta a carta: leggile, e non aspettare. Vale per le carte di credito, di debito e prepagate dei circuiti internazionali. Se hai pagato con bonifico, il chargeback non esiste: leggi Ho fatto un bonifico istantaneo per una truffa: posso ancora recuperare qualcosa?

Cosa fare adesso

  1. Raccogli le prove prima che il sito sparisca: screenshot della pagina del prodotto e dell’ordine, email di conferma, eventuali messaggi con il venditore e l’estratto conto con l’addebito.
  2. Scrivi al venditore chiedendo la consegna o il rimborso, anche se pensi che non risponderà: quella richiesta, con la sua data, può esserti chiesta dalla banca.
  3. Chiedi per iscritto alla tua banca di avviare il chargeback per merce non consegnata o servizio non reso, allegando le prove. Se hai lasciato i dati della carta su un sito truffa, chiedi anche di bloccarla e sostituirla: quei dati possono essere riutilizzati, e gli eventuali addebiti successivi, quelli sì, vanno disconosciuti come operazioni non autorizzate.
  4. Sporgi denuncia alla Polizia Postale, indicando l’indirizzo del sito e gli estremi del pagamento.

Se la banca respinge la richiesta o non risponde entro 15 giorni lavorativi, puoi rivolgerti all’Arbitro Bancario Finanziario, ma sul chargeback solo se la tua carta lo prevede nel contratto; altrimenti resta il giudice ordinario.

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