
Un infortunio in cantiere o in fabbrica, una malattia che si manifesta dopo anni di lavoro, un intervento chirurgico non riuscito, una diagnosi tardiva, un’infezione contratta in ospedale. Chi ha subito un danno alla salute deve anzitutto curarsi, e nel frattempo si trova di fronte l’INAIL, un’assicurazione o una struttura sanitaria che rispondono con lettere prestampate. Alcuni termini decorrono fin da subito, e la documentazione raccolta nei primi mesi spesso determina l’esito della vicenda.
Ascolto. Ci racconti l’accaduto e ricostruiamo insieme date, documenti e persone coinvolte.
Sopralluogo e medico legale. Negli infortuni sul lavoro di norma facciamo un sopralluogo dove è avvenuto l’infortunio, per vedere di persona i luoghi e capire come sono andati i fatti. Per gli aspetti medici ci avvaliamo di medici legali di fiducia, esperti specificamente di infortuni sul lavoro, che assistono il lavoratore davanti ai medici dell’INAIL; quando serve, accompagniamo il cliente dal medico legale per un confronto diretto sul caso.
Azione. Con il parere del medico legale ci rivolgiamo all’INAIL, all’assicurazione o alla struttura e cerchiamo anzitutto un accordo. Nei casi di responsabilità sanitaria la legge impone, prima della causa, un passaggio obbligatorio: una consulenza tecnica preventiva davanti al giudice oppure una mediazione. Se l’accordo non si raggiunge, agiamo in giudizio.
Responsabilità. Prima di iniziare ricevi un preventivo e un quadro chiaro di ciò che si può ottenere e di ciò che non si può ottenere.
Degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali si occupano l’Avv. Alessandro Rinaldi e l’Avv. Luisa Pregnolato, che seguono insieme la pratica dalla denuncia all’INAIL fino, se necessario, al giudizio, compresa l’azione per il danno differenziale nei confronti del datore di lavoro. Dei casi di responsabilità medica si occupa l’Avv. Luisa Pregnolato, cofondatrice dello studio.
Lo studio ha sede a Treviso, in Via Pier Maria Pennacchi 1, e segue queste cause davanti ai tribunali del Veneto; il primo colloquio può svolgersi anche in videochiamata.
Bastano due righe.
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